IFA 2017 || Addio ai Virtual Wall con Neato D7 Connected

Secondo ed ultimo appuntamento della serie IFA 2017. Dopo aver visto lo scontro Samsung vs Dyson, con la prima davvero determinata ad avere un posto nel podio delle scope elettriche wireless, oggi ci concentriamo su un altro settore: i robot aspirapolvere.

A più di un mese dalla sua presentazione ufficiale a Berlino, il Neato D7 Connected si rivela essere il nuovo asso nella manica della nota azienda americana, che ci ha già sorpreso precedentemente con il Neato Botvac Connected ed il Botvac D85. Il nuovo D7 ha fatto notizia per le sue tante novità in ambito Internet of Things, ma ci arriviamo gradualmente. Prima di tutto i fondamentali.

Il robottino dalla tipica forma a D presente una finitura metallica, che assicura una resistenza maggiore rispetto ai modelli precedenti. In termini di potenza invece assicura un’aspirazione più potente, grazie alla modalità turbo e ad un filtro ultra-prestazioni.

Non ci sorprende che venga chiamato top di gamma, in quanto tra le sue potenzialità si rivela anche il nuovo sistema di spazzole denominato SpinFlow, compreso di una spazzola più grande vicino al bordo del robot, che assicura una pulizia precisa e mirata persino in angoli o sotto il battiscopa: zone odiate e letteralmente inaccessibili dai “robot tondi”.

Con il D7 i Virtual Wall diventano obsoleti. Il sistema Neato FloorPlanner permette infatti di scansionare la casa in modalità esplorazione, per poi poter personalizzare il piano di pulizia con MyFloorPlan. La cosa più importante? Niente oggetti fisici: basterà infatti far scorrere con il dito una linea sulla mappatura della casa presente sull’app del vostro smartphone ed il robot eviterà intelligentemente le zone proibite.

Ho apprezzato davvero questa comodità, per nulla scontata, da parte della Neato.

Ma insomma…perchè mai si chiamerà Connected? E che c’entra l’IoT?

Neato non lascia nulla al caso. Il robot presenta una serie di collegamenti ai più disparati dispositivi – fisici e non. Dall’Apple Watch al Neato ChatBot di Facebook, passando per Amazon Alexa e Google Home. Potrete cioè controllarlo in qualsiasi modo: non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Ma ciò che ha fatto alzare un polverone (eheh, polverone, che simpatico) è stato il sistema di integrazione del D7 con IFTT (If This Then That). Potrete quindi decidere di azionarlo (autonomamente, s’intende) con una particolare condizione meteorologica, prima di un evento importante, e così via.

Personalmente, la trovo una genialata. Il mondo al giorno d’oggi si muove sempre più verso la smart home: una casa collegata ed intelligente, che ti permette di automatizzare le azioni quotidiane e, a volte, dannatamente monotone.

C’è chi invece la pensa diversamente. Leggiamo infatti dal web opinioni contrarie alle scelte dell’azienda americana:

“Abbastanza inutile la parte smart a mio avviso… Questi prodotti in genere sono pensati per lavorare in autonomia, una volta programmati, quindi l’interazione dovrebbe essere minima. Si cerca di programmarli in maniera tale da attivarli quando si e’ fuori casa in modo da non dare disturbo. Se capita che devo pulire una stanza particolare e sono dentro semplicemente lo chiudo in camera e lo avvio.”

O ancora:

“Capisco che per un open-space mentre si e’ a casa puo’ essere utile dirgli di pulire una singola zona, ma e’ piu’ probabile in questo caso che capiti qualcosa come un pacco di biscotti che cade a terra. In questo caso basta una pulizia localizzata come fanno gia’ tutti.

Quello che dovrebbe fare la differenza e’ l’algoritmo del calcolo del percorso, per fare in modo che tutta la casa sia pulita per bene anche con una planimetria e disposizione di mobili complessa. Neato ha da sua la mappatura, ma algoritmi come iRobot passano piu’ volte negli stessi punti, lavorano meglio con mappature complesse anche nel caso in cui nel frattempo la disposizione cambia (ad esempio se cammini per la stanza e ti sbatte contro, o se muovi mobili nel frattempo.”

Un ottimo spunto di riflessione quest’ultima parte. iRobot, con i suoi Roomba, ha in effetti molti punti a suo favore.

Neato promette di lanciare ufficialmente il D7 Connected – in Italia – il prossimo novembre ad un prezzo di listino di 899€.

Qui, a Casaleonti, ci prepariamo già a testarlo ed a lasciare una delle nostre oneste recensioni.

Prima di lasciare spazio ai commenti, un po’ di sana cultura generale:

Lo sapevi?
L’azienda americana Neato ha, in realtà, un cuore italiano: oltre ad avere come CEO dal 2006 il pescarese Giacomo Marini, il team di sviluppo dell’app ha sede a Milano, dove è stata programmata l’interfaccia del chatbox di Facebook, così come le integrazioni con Google Assistant, Amazon Alexa ed IFTTT.
Pro o contro la funzione smart? Lasciaci un commento qui sotto e facci sapere cosa ne pensi!

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