[Avviso – questo articolo, essendo una guida approfondita, non è breve. Se sei qui giusto per sapere quale aspirapolvere senza sacco comprare, ecco la mia selezione:

LA NOSTRA SCELTA

Severin MY 7115 S’Power NonstopXL

Lo abbiamo eletto miglior aspirapolvere in assoluto, a maggior ragione non può che essere anche miglior aspirapolvere ciclonico in assoluto! È davvero un gioiellino in tutto è per tutto: con poco più di 150€ infatti ti porti a casa un prodotto potente, con un buon filtraggio, super ergonomico e con un look invidiabile.

Se hai domande non esitare a farle nei commenti, o contattandomi in privato. A presto!]

Ciclonico, senza sacco… che confusione!

Gli aspirapolvere senza sacco sono praticamente i più diffusi in circolazione: se andate in un qualunque negozio di elettrodomestici, infatti, probabilmente più del 50% dei modelli esposti avrà implementata la tecnologia ciclonica. Ok, adesso già le cose si fanno più confuse… ho utilizzato “ciclonici” e “senza sacco” come sinonimi… quindi sono la stessa cosa?

In teoria no, dato che gli aspirapolvere ciclonici sono una “sottocategoria” di quelli senza sacco, ma nella pratica sì, dato che sono l’unica sottocategoria esistente in commercio. D’ora in poi dunque utilizzerò indifferentemente tutti e due termini.

Il primo brevetto fu ufficialmente registrato nel lontano 1928, ma fu usato principalmente per aspirapolvere centrali per parecchi anni. Solo nel 1979 James Dyson introdusse nel mercato il primo modello portatile con separazione ciclonica, vendendolo dapprima in Giappone ad un prezzo esorbitante di 1800$. Il primo modello “economico”, a 200£, fece la sua comparsa invece in UK, nel 1993 (era un aspirapolvere verticale): in molti lo derisero, dato che la maggior parte dei rivali con sacco erano venduti a meno della metà, ma i fatti li smentirono velocemente; ben presto infatti questo modello diventò il numero uno per vendite in UK: tanti altri marchi, da quel momento in poi, si sbrigarono ad implementare questa tecnologia nei loro modelli. Ad oggi la separazione ciclonica non solo è implementata negli aspirapolvere, ma anche in aspirabriciole e robot, segno evidente della sua efficacia sul campo.

Ma come funziona un aspirapolvere ciclonico? Che vantaggi ha?

Tuttavia per il bene delle mie dita e dei tuoi occhi meglio riassumere, altrimenti non finirai mai di leggere: eviterò dunque inutili tecnicismi. L’aria entra nel corpo macchina attraverso la testa pulente (e fin qui tutto ok…), perpendicolarmente alla direzione di un vortice creato al suo interno; a questo punto, entrata nel vortice, le parti più pesanti al suo interno (quindi polvere e amici) “escono” dal vortice lungo la tangente, per effetto della forza centrifuga e di gravità, depositandosi sul fondo (dove è posizionato il contenitore di raccolta); l’aria, ormai quasi depurata, passa dunque attraverso una serie di filtri via via più stretti, per poi ritornare nell’ambiente, pulita. Questo è a grandi linee ciò che succede all’interno di un aspirapolvere senza sacco.

Sì insomma, qualcosa di simile.

Ma quali vantaggi ci sono nell’implementazione di questo metodo di separazione? Perché è così tanto famoso?

Ce ne sono più di un paio:

  • Zero spese di manutenzione – Forse il più grosso vantaggio, di natura economica: con i modelli senza sacco non dovrai spendere decine e decine di euro per sostituire i sacchetti; basterà infatti rimuovere il contenitore, svuotarlo, sciacquarlo e riporlo nel corpo macchina, come nuovo; decisamente comodo sapere di non dover sganciare altri soldi oltre a quelli usati per comprare il prodotto;
  • Nessuna perdita di aspirazione – Eh sì, perché gli apparecchi che usufruiscono del sacchetto tendono a perdere potenza quando questo sta per riempirsi; al contrario, i modelli ciclonici (che sono perlopiù multiciclonici – cioè hanno al loro interno più cicloni) riducono di moltissimo questo problema, se non azzerandolo;
  • Se hai premura dell’ambiente, l’assenza di sacchetti da buttare è una benedizione: nessun danno alla natura nel lavare un contenitore e rimetterlo dov’era!
  • Più facile controllare lo stato del contenitore – A meno che il modello con sacco non abbia una spia che segnala quando questo sta per riempirsi (e questa è presente solo nei modelli di fascia più alta), nella maggior parte degli aspirapolvere ciclonici il contenitore è in bella vista, permettendoci di cogliere con uno sguardo il suo livello di riempimento.

Come puoi vedere, sebbene non tutti di pari importanza, i vantaggi sono numerosi. Se uno di quei vantaggi è un prerequisito fondamentale per te nell’acquisto di un aspirapolvere, beh, un modello ciclonico è la scelta obbligata.

Ma per quanto riguarda i contro? Ce ne saranno sicuramente…

Sì, ce ne sono. Prima di tutto zero spese di manutenzione non vuole dire zero manutenzione, dato che le operazioni da fare per mantenere un aspirapolvere ciclonico ci sono, e possono variare enormemente come comodità e/o difficoltà. Svuotare il contenitore, infatti, può essere una cosa immediata come può diventare una rottura, se magari non tutta la polvere cade subito (e in quel caso ti dovrai aiutare con le mani/con qualche accessorio, il che è veramente fastidioso). Niente di più schifoso che mettere le mani nella propria sporcizia.

Alcune volte è facile, altre ci dovrete mettere le mani dentro.

Stesso discorso per i filtri: se sono lavabili ti risparmieranno tante spese, ma comunque dovrai passare un po’ di tempo a sciacquarli e a lasciarli asciugare (almeno 24 ore! Non puoi rimetterli nell’aspirapolvere se sono anche poco poco umidi!). E questo è lo svantaggio per vale per tutte le categorie di utenti.

Se poi sei un soggetto allergico, o hai intenzione di comprare un aspirapolvere senza sacco per uno, il mio consiglio è uno solo: non farlo. Gli aspirapolvere senza sacco sono i peggiori a gestire il contatto tra utilizzatore e polvere, non perché non siano buoni a filtrarla (anzi, questo lo fanno benissimo, specie i modelli di fascia alta), ma perché al momento dello svuotamento tale contatto è inevitabile. Solo se ci si assicura che tale operazione sia fatta da un soggetto non allergico si può prendere in considerazione questa categoria di prodotti (e naturalmente parlo di allergie gravi alla polvere e/o particelle che si trovano in essa, non si applica se il soggetto è allergico, faccio un esempio, alle pesche!).

Ora che hai tutti i dati per valutare se un prodotto senza sacco è funzionale alle tue esigenze possiamo passare alla prossima sezione!

(Gli svantaggi sono troppo grossi per te? Dai un’occhiata ai modelli con sacco o ad acqua allora, nonché alle scope elettriche con sacco: secondo me ti troveresti meglio con quelle tipologie di prodotto!)

Guida alla scelta

Costruzione

La qualità costruttiva è decisamente un fattore decisivo (perdonami la scelta di parole) quando valuti che aspirapolvere scegliere: ma se da una parte è abbastanza ovvio ritenere che un prodotto da 100€ non offra la stessa qualità in termini di materiali rispetto ad uno che ne costa il quadruplo, quando le cifre si avvicinano quest’assunzione diventa sempre più precisa; troverete infatti in giro prodotti da 100€ che appaiono più solidi al tatto di giocattoloni da 200€, e così via… Ma quindi come faccio a giudicare la qualità delle plastiche di un aspirapolvere senza sacco? Semplice: se sei in negozio… tocca; se acquisti online… leggi più opinioni possibili o, se hai un sito di fiducia (ti farei l’occhiolino, ma purtroppo non puoi vedermi), leggi le sue recensioni.

esempio aspirapolvere giocattolosa

Qui non serve toccare con mano per testarne la qualità.

La qualità costruttiva di un aspirapolvere incide poi moltissimo sul suo peso, nonché in parte sulle dimensioni (qualità costruttiva = qualità della progettazione = farci stare più “cose” in uno spazio più piccolo, dove con “cose” mi riferisco a tutti i mostriciattoli che lavorano all’interno dell’aspirapolvere per farla funzionare).

Peso e dimensioni sono importantissimi per ovvie ragioni: un prodotto troppo pesante è difficile da trascinare e da sollevare, in caso di scale; uno troppo leggero rischierebbe di capovolgersi ad ogni curva; uno troppo grande avrebbe difficoltà nello slalom tra i mobili (se la tua casa è super-ammobiliata), nonché necessiterebbe di molto spazio libero per essere riposto (non so te, ma il mio sgabuzzino sta scoppiando!).

Il peso fortunatamente è quasi sempre espresso nella scheda tecnica di un aspirapolvere, ma per le dimensioni la faccenda è più rognosa: dal vivo la soluzione è ovvia, per acquisti online si deve necessariamente chiedere a chi ha provato l’apparecchio e può compararlo ad altri.

Altra questione direttamente collegata alla qualità costruttiva è l’ergonomia complessiva dell’aspirapolvere in questione: tante volte capita infatti di trovarsi davanti a prodotti bellissimi e ben fatti ma che sono super-scomodi da usare, perché magari hanno il tasto d’accensione posizionato malissimo, hanno le ruote che strisciano sul pavimento, o ancora in filo che non si riavvolge; ecco, queste piccolezze non sono da tralasciare, sono proprio queste che decretano la qualità della vostra esperienza con un dato apparecchio: personalmente, non rischierei mai di tramutare le mie pulizie giornaliere (sì, a casa sono io che pulisco: strano vero? Eppure sono sposato!) in un incubo. Qual è quindi la lista delle piccolezze a cui prestare un occhio?

  • Testa pulente (sembra un insulto!): deve essere snodabile, altrimenti ti dannerai per pulire sotto i letti
  • Impugnatura: preferibilmente gommata, per non sentire la mano scricchiolare dopo lunghe sessioni
  • Ruote: meglio se pivotanti (possono muoversi in tutte le direzioni, non solo lungo un asse), per seguirci meglio tra i mobili; ovviamente non devono rigare il pavimento
  • Filo: abbastanza lungo per evitare di farci cambiare presa ogni 2 minuti; dotato di riavvolgimento automatico
  • Manico: abbastanza lungo, per impedire ai più alti di doversi piegare (in alternativa uno regolabile va anche bene); meglio se presente un regolatore di potenza su di esso (mi riferisco a quelle aperture sul manico che si possono aprire e chiudere)
  • Tubo flessibile: non troppo lungo, altrimenti diventa un intralcio (data la sua fragilità, se capita sotto un piede o sotto le ruote dell’aspirapolvere è finita)
  • Contenitore per la polvere e filtri: facilmente accessibili e lavabili

E questo è quanto! Non dico di seguire per filo e per segno questa lista, ma almeno segna quelli che per te sono dei must tra questi requisiti e controlla che ci siano prima di valutare un aspirapolvere: sì, sembra un lavoraccio, ma a lungo termine ringrazierai il tempo risparmiato 😉

Accessori

“Bocchette per le fessure, bocchette per i divani, bocchette per i vetri, bocchette per le bocchette… Non ci sto capendo un fico secco! A cosa servono tutti questi oggetti nella confezione?”

Sono contento che tu me l’abbia chiesto 🙂

esempio spazzola delicata

Una classica spazzola per il parquet

Dipendentemente dall’utilizzo che hai bisogno di fare con l’aspirapolvere, la dotazione d’accessori può essere un fattore primario o secondario per l’acquisto di un modello ciclonico.

Hai a casa il parquet? Allora molto probabilmente ti serve una spazzola delicata dedicata (mi scuso ancora per la scelta di parole, oggi proprio non ci sto con la testa) appositamente per quello.

Bocchetta per imbottiti

Hai bisogno di aspirare sporcizia da divani, materassi e altri imbottiti? Allora ti serve l’apposita bocchetta per imbottiti!

Devi aspirare la polvere da punti non raggiungibili da una spazzola (angoli, fessure, etc.)? Allora ti serve una bocchetta a lancia!

Bocchetta a lancia

Hai animali in casa, o semplicemente un marito peloso/una moglie che perde capelli qua e là? Ti serve decisamente una turbospazzola (una spazzola con le setole rotanti, in modo che i peli lunghi non si intreccino).

Ecco, sostanzialmente questo è tutto ciò che devi sapere di base riguardo agli accessori: sia chiaro, non sono solo

La classica turbospazzola Dyson.

questi che troverai in tutte le confezioni, ma ogni modello poi si va a specializzare, quindi se elencassimo tutti ma proprio tutti gli accessori finiremmo domattina 🙂

Potenza

Fattore decisivo. Puoi comprare un aspirapolvere accessoriatissima, comoda da usare, economicissima, ma se poi non ha la forza di aspirare quella cacchio di briciola, beh, è stato un acquisto inutile. Come si misura la potenza? NON in Watt. Quella si può anche chiamare potenza, ma è potenza nel senso di energia consumata. Per non confondersi, meglio chiamare quella espressa in Watt “consumo energetico”. La VERA potenza, quella con cui il prodotto aspira, viene misurata in aW (e si calcola moltiplicando 0.117 * i metri cubi d’aria passanti ogni minuto * pressione, in caso ti volessi dilettare a trovare questo numero).

Come si fa a trovare la misura in aW? Se c’è si trova nella scheda tecnica. Il problema è però nel “se”: molti produttori, non costretti dalla normativa europea come accade per i consumi, non includono questo valore, probabilmente perché sarebbe troppo “oggettivo” e poco “marketizzabile”.

Le soluzioni, in caso ciò accadesse, sono due:

  • Ci si base sulle classi d’efficienza su pavimenti e tappeti (presenti sull’etichetta energetica), che vanno da A a G: ovviamente, se un prodotto ottiene una classe C per pavimenti e una E per tappetti, ha sicuro qualche problema in termini di potenza (una classe A per pavimenti è ottenuta mooolto facilmente anche da modelli economicissimi); un metodo di catalogazione più comodo è dunque, fissata la classe d’efficienza per pavimenti ad A (scarterei quindi a prescindere qualsiasi prodotto non abbia una A qui), andare a guardare l’efficienza sui tappeti, superfice decisamente più ostica e che richiede una notevole potenza d’aspirazione per essere pulita decentemente: una B per efficienza sui tappeti sarà molto più potente di un prodotto che abbia ricevuto una misera D (e sotto la D in questo campo non andrei mai). Che ti interessino o no i tappeti, il mio consiglio è dunque di guardare comunque quella letterina.
  • Ci si basa sulle recensioni online. Metodo più semplice, ma che presuppone che tu ti fidi delle opinioni altrui: ovviamente noi siamo così cattivi con i nostri prodotti che la nostra imparzialità è assicurata, ma lo stesso non si può dire magari per altri; stai alla larga da recensioni per cui tutti gli aspirapolvere sono perfetti: o stanno sponsorizzando un prodotto, o vogliono vendertelo.

Filtri

E qui la questione si fa delicata. Quanto sono importanti i filtri in un aspirapolvere senza sacco, che come già accennato non è per niente adatto per i soggetti allergici (per la questione della polvere che si libera quando svuotiamo il contenitore)? Comunque tanto. Non è che siccome “tanto la polvere esce comunque” meglio prendere un filtro di pessima qualità: anzi, a maggior ragione è meglio prendere un aspirapolvere che abbia una buona efficienza di filtraggio, per evitare che ancora più polvere esca dal corpo macchina.

Ciò che è inutile, invece, è cercare di prendere il meglio possibile come capacità di filtraggio, scegliendo magari prodotti con filtri HEPA di ultima generazione. Se da una parte è utile scegliere filtri HEPA perché il nome è una garanzia di efficienza (se i filtri non sono HEPA i produttori sembrano non volerne specificare il tipo, lasciando l’acquirente nel dubbio), dall’altra è necessario non esagerare con l’essere pignoli, tanto una parte di polvere uscirà comunque.

L’alternativa alla scelta di un filtro HEPA è quella di scegliere un aspirapolvere ciclonico con classe di efficienza di filtraggio A: ciò significa che, anche se il filtro non è HEPA, esso lavora comunque egregiamente. Allo stesso modo, se un aspirapolvere monta un filtro HEPA ma si posiziona in classe G come filtraggio, beh, o ti stanno mentendo sulla natura del filtro o l’hanno montato malissimo: in entrambi i casi, evita quel modello.

Prerequisito fondamentale di qualsiasi tipologia di filtro è poi che sia lavabile. Davvero, sostituire i filtri costa tanto, ed hai scelto un modello senza sacco proprio per evitare le spese di sostituzione dei sacchetti: con i filtri da sostituire ogni mese sei punto e a capo. Ci sono alcuni modelli di aspirapolvere in cui i filtri vanno semplicemente lavati ogni volta, e devono essere cambiati solo se danneggiati da qualche cosa aspirata o se usurati dal tempo: se sei una persona particolarmente accorta, questo potrebbe anche non verificarsi mai durante il ciclo di vita del tuo aspirapolvere.

Rumorosità

Personalmente in questo campo io non transigo: qualsiasi prodotto sopra gli 80 dB per me è un aeroplano in decollo. In realtà non lo è, sono io che sono sensibilissimo dopo aver trovato prodotti sui 60 db (quindi quattro volte più silenziosi, dato che la scala dei decibel è logaritmica), dunque tenendo conto della media degli utilizzatori potrei ipotizzare un 85 dB come limite oltre cui non spingersi.

Alla fine comunque tanto dipende, oltre che dalla tua sensibilità al rumore, dalle tue esigenze specifiche: se vivi in un condominio, per mantenere magari la tranquillità con i tuoi vicini, meglio orientarsi verso modelli sui 70 dB. Se usi l’aspirapolvere di notte (mi è capitato qualche volta, ma non conosco gente che lo faccia per abitudine… scrivilo nei commenti se appartieni a quella categoria di utenti, vorrei farti qualche domanda!) doveroso orientarsi verso modelli sui 60 – massimo 65 dB. In ogni caso, tieni a mente che l’aspirapolvere un po’ di rumore lo fa comunque: nessun modello si può usare se nella stessa stanza una persona dorme (a meno che tu non voglia svegliare molto bruscamente quella persona – e credimi, non è una bella esperienza -).

Consumi

Se hai letto altre mie guide su questo sito sai già cosa contiene questo paragrafo: ebbene sì, la solita solfa sul fatto che i consumi non sono importanti per un aspirapolvere. Per i lettori assidui: sì, lo so, è noioso sentirsi ripetuta la stessa cosa, ma lo devo fare per i nuovi visitatori!

Hai capito bene. I consumi non vanno guardati nell’acquisto di un aspirapolvere. Anzi, mi correggo: i consumi sono solo un fattore mooolto secondario nell’acquisto di un aspirapolvere. Il perché è presto detto: tenuto conto dell’uso medio giornaliero di un aspirapolvere (dunque dalla mezz’ora all’ora, se non ancora meno), in un anno cambia pochissimo in termini di bolletta tra un modello che consuma il doppio dell’altro! Il risparmio effettivo alla fine sarà di circa 10 euro. E magari hai preferito comprare un modello di… cacca ma più efficiente rispetto ad uno perfetto ma più dispendioso. Ne è valsa la pena, per 10 euro? Assolutamente no!

È per questo motivo che i consumi sono l’ultimo step della verifica delle qualità di un aspirapolvere: selezionati per esempio due modelli allo stesso prezzo e con le stesse caratteristiche, scegli ovviamente quello che consuma di meno.

E adesso? Quale scelgo?

Come già accennato dunque, con questo termina la sezione relativa alla caratteristiche di un aspirapolvere! Le tue opzioni ora sono due:

  • Ora che hai tutti i dati, inizia a guardare da te: LINK
  • Consulta la lista, subito qui sotto, dei prodotti che ci sono piaciuti di più:

Il migliore aspirapolvere senza sacco per qualità-prezzo

Severin MY 7115 S’Power NonstopXL

Se hai letto la guida più generica sugli aspirapolvere a traino non è stata una sorpresa; lo abbiamo eletto miglior aspirapolvere in assoluto, a maggior ragione non può che essere anche miglior aspirapolvere ciclonico in assoluto! È davvero un gioiellino in tutto è per tutto: con poco più di 150€ infatti ti porti a casa un prodotto potente, con un buon filtraggio (il filtro è un HEPA H14, il top del top), super ergonomico e con un look invidiabile (il filo rosso spicca moltissimo). L’unico svantaggio? Non è adatto per aspirare animali in casa. Ma se non ne hai, beh, è perfetto.

Selezione per fasce di prezzo

Miglior aspirapolvere senza sacco sotto i 100€

Samsung VCC47Q0V37

Può anche essere considerato il fratellino minore del Severin appena citato: perde rispetto a questo la componente estetica, ed un po’ di efficienza nel filtraggio (il filtro è un H13 – ma come ho già detto se l’aspirapolvere non ha il sacco non cambia praticamente nulla tra un H13 e un H14). Ritiene invece tutto il resto, sia di positivo (potenza, numero di accessori) che di negativo (ha difficoltà con i peli di animali). A questo prezzo davvero un affare. Complimenti a Samsung per essere riuscita a far rientrare un suo prodotto nella nostra classifica (di solito occupata da marchi che producono espressamente aspirapolvere).

Miglior aspirapolvere senza sacco sotto i 150€ e il migliore per tappeti

Rowenta RO3786EA Compact Power Cyclonic Animal Care

Anche questa una versione leggermente depotenziata del Severin citato precedentemente, ma che al contrario di quest’ultimo offre una turbospazzola in dotazione che gestisce egregiamente i peli di cani e gatti (lo si intuisce già dal nome). Che altro ha di figo? Un filtro H13, ottima efficienza energetica, ottima efficacia di pulizia su pavimenti e tappeti, rispettivamente A e C (per cui si guadagna poi anche il titolo di miglior aspirapolvere per tappeti e moquette). È solo un po’ grandicello in termini di dimensioni, nonché un po’ pesantuccio, ma se per te non è un problema non vedo perché non dovresti acquistare questo straordinario prodotto.

Miglior aspirapolvere senza sacco sotto i 200€ e migliore per parquet e il più compatto

Severin MY 7115 S’Power NonstopXL

Si guadagna anche il titolo di miglior aspirapolvere per parquet, grazie alla spazzola XL in dotazione, nonché quello di aspirapolvere super-compatto e ultra-leggero. Per il resto, ci siamo già passati prima. Non ripeto un elogio per più di una volta 😛

Miglior aspirapolvere senza sacco sotto i 300€

Dyson DC33C Origin

Ancora niente accessori per i peli di animali (comunque acquistabili separatamente) ma con potenza da vendere: 259 aW sono tanti, e Dyson sembra andarne particolarmente fiera (tanto che scrive questo valore, a differenza di altri produttori!). La spazzola si attacca al pavimento quasi a mo’ di ventosa e aspira letteralmente di tutto. Se hai bambini in giro per casa, beh, meglio non farli stare vicino a questo mostro (dal design unico – bisogna ammettere che Dyson ha buon gusto in fatto di estetica -).

Miglior top di gamma e migliore per chi ha animali in casa e (ovviamente) il più potente in assoluto

Dyson DC52 Animal Turbine

È così potente che non c’è gusto ad elogiarne la potenza: 263 aW. La media degli aspirapolvere è 200. Guadagna anche una coloratissima turbospazzola, in caso tu abbia in casa animali che rilascino peli che si incollino al pavimento. Davvero, per un utilizzo medio non consiglierei mai un prodotto del genere. È così potente da essere ridicolo. Ma soprattutto è costoso. Vuoi davvero spendere 400€ per un aspirapolvere? (Se sì prendilo. E manda le foto nei commenti :D).

Il più silenzioso in commercio

Dirt Devil 55 HFC DD5255-1

Dirò la verità, questo Dirt Devil è semplicemente il più silenzioso tra quelli che ho recensito, dato che la sua rumorosità di 76 dB non è nulla di che. Come già detto nella sezione relativa alla rumorosità, un valore così alto è sì nella media, ma non assicura la quiete familiare.

Ed il migliore per chi soffre di allergie?

Semplicemente non c’è. L’ho già detto e ripetuto, gli aspirapolvere senza sacco non sono buoni per chi non vuole il contatto con la polvere. Potresti prendere un modello con filtro H14 come il Severin citato all’inizio, e assicurarti che qualcun altro faccia l’operazione di svuotamento per te, ma per tutti gli altri casi meglio orientarsi su altro.

Saluti finali

È questo è tutto per questa selezione! Tienila sempre d’occhio: dato che testiamo prodotti ad una velocità inimmaginabile, potrebbe essere che questa guida venga aggiornata a breve!

Noi non consigliamo quest’opzione, dato che avere preferenze per una o l’altra marca è molto spesso un errore logico (“in passato un aspirapolvere Dyson mi si è rotto, quindi tutti i Dyson fanno schifo”) o un semplice attaccamento emotivo ad un marchio.

Eeee penso di essermi dilungato anche troppo per questa guida! Ora dovresti aver imparato a scegliere l’aspirapolvere migliore per le tue esigenze, nonché hai una lista su cui affidarti in caso tu voglia evitare il lavoro sporco. Il mio di lavoro è invece finito, e come premio mi dedico un bel caffè 🙂

Buon acquisto e a presto!